MUSICA, SPECCHIO, SPAZIO
/ EPHEMERA A PALAZZO
Fabio Accurso, liuto
Giorgio Pacorig, Fender Rhodes
Veniero Rizzardi, regia sonora
in collaborazione con DRAMSAM – Centro Giuliano di Musica Antica e il Centro d’Arte degli Studenti dell’Università di Padova
suono: Giulio Gallo/ Music Team
luci: Gary Brackett
a cura di Eleonora Cedaro
Un incontro a distanza tra Morton Feldman e Michelangelo Pistoletto, da ascoltare guardando in alto, riflessi sul cielo specchiato del salone di Palazzo Lantieri. Un evento multisensoriale, immersivo, evocativo che intreccia esperienze affini, traiettorie accidentali per possibilità e sincronie, incontri mancati – o forse solo sfiorati. Nel 1979, curando i concerti del Centro d’Arte dell’Università di Padova, Veniero Rizzardi avvia un rapporto con Morton Feldman; quando lo invita a partecipare alla rassegna, Feldman declina, ma suggerisce Michelangelo Pistoletto, autore delle scene per la sua opera Neither (1977). L’idea non si realizza ma oggi, a distanza di quarant’anni, l’installazione di Pistoletto a Palazzo Lantieri ospita una memoria possibile di quella collaborazione: un omaggio a Feldman in dialogo con le fantasie cinquecentesche ricamate dal liuto di Fabio Accurso di DRAMSAM. Sotto Skies, la mappa della Mitteleuropa di Pistoletto, risuona Piece for Four Pianos (1957) di Feldman, eseguita da un solo strumento – il piano Rhodes di Giorgio Pacorig – e moltiplicata nello spazio. Un gioco di riflessi sonori che coinvolge anche altri compositori, tra cui Luigi Nono e, a ritroso, Giuseppe Verdi. Un intreccio di corrispondenze, simmetrie imperfette, ascolti verticali e memorie evocative.























