
Era Solo Ghiaia di Alexandra Genzini e Marco Stefanelli
Era solo ghiaia – Suoni e voci di un paese che vive e lavora in riva al Fella è un racconto sonoro e multimediale che esplora il legame tra lavoro, memoria, territorio e identità collettiva a Moggio Udinese, con particolare attenzione alla storica presenza dell’industria cartaria.
Prende spunto dalle parole di Dario Not, ex funzionario del Cartificio Ermolli e profondo conoscitore della tradizione cartaia del territorio che, guardando all’attuale sede del Cartificio, considera: “Qui, una volta, era solo ghiaia”.
Nato da una ricerca etnografica avviata da Associazione ETRARTE, in collaborazione con l’Archivio Storico Fotografico di Moggio Udinese, il supporto dell’Amministrazione comunale e della Pro Loco Moggese, il progetto si sviluppa attraverso interviste, materiali d’archivio, documenti fotografici e suoni ambientali. Due radioautori e un’artista visiva tra aprile e maggio 2025 hanno condotto una residenza artistica che ha permesso loro di incontrare studiosi locali, amministratori, imprenditori e di raccogliere le voci e le memorie di chi ha lavorato e lavora “in riva al Fella”.
Era solo ghiaia è un progetto per studi e ricerche etnografiche finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, congiuntamente a Fondazione Friuli e Fondazione Pietro Pittini ed è stato possibile grazie al partenariato di enti locali e culturali che ha messo in rete il Comune di Moggio Udinese e il suo Archivio Storico Fotografico, Pro Loco Moggese, Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani”, Parco Naturale delle Prealpi Giulie e le Scuole Primarie di Moggio Udinese – Istituto comprensivo di Trasaghis, grazie al partenariato e il sostegno di Fondazione Pietro Pittini.
racconto sonoro
di Alexandra Genzini e Marco Stefanelli
autrice e coordinatrice di progetto
Eleonora Cedaro
responsabile per le attività di ricerca sul territorio e coordinatore per l’Archivio Storico Fotografico
Tobia Segala
ricerca visiva
Chiara Nordio
direzione organizzativa e coordinamento laboratorio didattico
Rachele D’Osualdo
Grazie a ognuna delle persone che, in diverse forme, ci ha aiutato a comporre questo racconto dedicandoci tempo, voce e memorie:Luca Bravin, Giorgio Cividino, Alessio De Lucia, Graziano Della Schiava, Mario Di Gallo, Vanni Di Bernardo, Gianfranco Druidi, Pierina Fabbro, Alessandro Faè, Carla Franz, Silvio Franz, Giuseppe Gallina, Anna Micelli, Sergio Merlino, Silvia Moroldo, Rita Moretti, Marisa Moretti, Gilio Munaro, Guido Not, Dario Not, Emanuela Not, Italia Pittino, Bruna Pittino, Giuliana Pugnetti, Nico Segala, Carlo Tavella, Renato Valent, Giuliano Zambito, Lauro Zearo, Romina Zearo.Grazie alla Dirigente scolastica Elena De Colle, alle maestre Anna Donadelli, Barbara Fabbro, Daniela Fadini, Elisa Floreani, Chiara Franz e Rachele Stefanutti, a tutto il personale della Scuola primaria di Moggio Udinese e alle bambine e ai bambini delle classi prime, seconde e quarte dell’anno scolastico 2024/2025.Grazie a Giuseppe Tobia e Pietro Gaspardo per averci aperto le porte del Cartificio Ermolli, ad Alessandro Faè per la pazienza, cortesia, entusiasmo con cui ci ha accompagnato a visitare lo stabilimento e a tutte le lavoratrici e i lavoratori che ci hanno accolti dedicandoci tempo, passione e attenzione.Un ringraziamento particolare a Nico Segala e a tutto l’Archivio Storico Fotografico per l’indispensabile supporto storico scientifico, a Giuliana Pugnetti e alla Pro Loco per l’accoglienza e per aver facilitato in ogni fase la nostra ricerca.
Ma specialmente grazie a Tobia Segala, senza cui questo progetto sarebbe stato irrealizzabile.
Ephemera / Cultura Immateriale è un festival multidisciplinare che attraversa il territorio del Friuli Venezia Giulia (IT) riverberando in luoghi vicini e distanti in tutto il mondo. Fatto da Eleonora Cedaro e Rachele D’Osualdo per Associazione ETRARTE coinvolge sound artists e autori, che intercettano storie di terra, acqua e cielo.
Prodotto da Associazione ETRARTE con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia congiuntamente a Fondazione Friuli e Fondazione Pietro Pittini, sponsor e main parner del programma laboratoriale didattico e formativo.
Silenzioso Sommerso Story di Alexandra Genzini e Marco Stefanelli
Silenzioso Sommerso – l’installazione sonora subacquea realizzata il 4 luglio 2024 alla spiaggia dei Filtri di Aurisina (TS) per Ephemera Festival – esce dall’acqua, cambia forma e si fa narrazione, per raggiungere le orecchie di tutti.
In bilico tra fiaba e scienza, questo episodio di Ephemera in Cuffia invita ad immergersi, stavolta solo metaforicamente, nella sonosfera dei mari e degli oceani per scoprire la complessità di un mondo che vive al di sotto delle onde e la cui esistenza è sempre più messa a rischio dall’impatto delle attività umane. Ai suoni umani e subacquei che quest’estate avevano composto l’installazione sonora di Trieste, si aggiungono in questa versione le impressioni di chi ha ascoltato per la prima volta le voci e i suoni dei mammiferi marini, oltre che una selezione di ricerche di bioacustica marina portate avanti da OGS.
Tutto questo attraverso il racconto intrecciato di tre voci, dall’epilogo – come conviene alle fiabe – del tutto fantastico.
Silenzioso Sommerso è una riflessione sul suono, sull’ascolto e sull’impatto dell’essere umano sugli ecosistemi che abita.
a cura di Eleonora Cedaro e Rachele d’Osualdo
grazie a Irene Dani, Roberto Fratini, Ruby Kammer, Jennifer Lewis, Léon Mattelar, Maria Grazia Pompei, Martìn Simonetti
e ad Alice Affattati dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste
Ephemera / Cultura Immateriale è un festival multidisciplinare che attraversa il territorio del Friuli Venezia Giulia (IT) riverberando in luoghi vicini e distanti in tutto il mondo. Fatto da Eleonora Cedaro e Rachele D’Osualdo per Associazione ETRARTE coinvolge sound artists e autori, che intercettano storie di terra, acqua e cielo.
Prodotto da Associazione ETRARTE con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia congiuntamente a Fondazione Friuli e Fondazione Pietro Pittini, sponsor e main parner del programma laboratoriale didattico e formativo.
Braide di Marco Stefanelli a cura di Rachele D’Osualdo
BRAIDE è un viaggio all’ascolto delle voci, dei suoni, dei canti di tre generazioni.
Fatto da Marco Stefanelli e realizzato con gli abitanti di Moggio Udinese (UD) – piccolo paese nelle Prealpi carniche, durante una residenza artistica nell’ambito del festival Ephemera. Cultura immateriale 23. È il primo capitolo di Ephemera in cuffia, esperimento sonoro di arte relazionale che tramite i contributi diretti di spettatori, partecipanti ai laboratori e collaboratori del festival produce un contenuto digitale accessibile in rete che rimane a disposizione del territorio e può essere fruito tramite QR code nei luoghi che racconta, o in qualsiasi altro posto al mondo.
L’ascolto è di circa 18 minuti. Il tempo perfetto per attraversare la Braide.
Le registrazioni e le voci sono di Cristian Bellina, Nicole Billiani, Alice e Sofia Dainese, Nadine e Yara Franz, Mathias Giacobbi, Leonardo Marcori, Egon Nickles, Gianluca Not, Simone Not, Gabriele Scema, Gaia Silveri, Natalie Zoldan, e i racconti di Eleonora Cedaro, Giovanna Fabbro e Marisa Moretti.
I cori sono della Corale Moggese diretta da Don Adriano Caneva.
Un grazie particolare a Giuliana Pugnetti, Guido Not, Nico e Tobia Segala e all’Archivio storico fotografico di Moggio Udinese.
Ephemera / Cultura Immateriale è un festival multidisciplinare che attraversa il territorio del Friuli Venezia Giulia (IT) riverberando in luoghi vicini e distanti in tutto il mondo. Fatto da Eleonora Cedaro e Rachele D’Osualdo per Associazione ETRARTE coinvolge sound artists e autori, che intercettano storie di terra, acqua e cielo.
Prodotto da Associazione ETRARTE con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia congiuntamente a Fondazione Friuli e Fondazione Pietro Pittini, sponsor e main parner del programma laboratoriale didattico e formativo.
Tracce di Caterina Erica Shanta
Abbiamo chiesto a Caterina Erica Shanta di intercettare le suggestioni che Ephemera ha lasciato nel suo accadere e dare forma alle tracce che abbiamo seminato. Da maggio a ottobre ha raccolto materiale ibrido, multiforme e multimediale, collezione effimera di immagini, suoni, video.
Tracce è un ecosistema multisensoriale, archivio visivo, storia di Ephemera e al tempo stesso la sua narrazione. Èun dispositivo aperto, una mappa senza legenda che non spiega ma suggerisce, fatta per essere esplorata, intuita, incontrata. Traccia per scoprire un ricordo o una storia, pretesto e scintilla per attivare la meraviglia.
“è una sintetizzazione, una scomposizione di un ambiente che potrebbe essere ipotetico, è un dispositivo che comprime lo spazio-tempoi n un unico colpo d’occhio offre una visione d’insieme, di un festival avvenuto in un periodo lunghissimo, geograficamente sparso in diversi luoghi e con varie temporalità“
(Caterina Erica Shanta)
è multistrato: su una superficie piana e bidimensionale si trova unito, scomposto, articolato e sovrapposto tutto quello che è successo
è una coesistenza di elementi: sono particelle molto vicine l’una all’altra, coerenti, coesi, compatte
è un ecosistema: restituisce il processo del festival, i suoi luoghi e i suoi tempi, il tutto condensato in una unica immagine
è multisensoriale: le categorie disciplinari sono state annullate, le informazioni sono state organizzate per sensi ed emozioni
è un dispositivo interattivo
è un archivio
Caterina Erica Shanta (Landstuhl – Germania,1984 vive e lavora a Pordenone)
è artista visiva e filmaker, lavora nel campo delle immagini in movimento spaziando con vari linguaggi. La sua ricerca si concentra sulla ridefinizione delle immagini propria dei film documentari, usando materiali misti e rielaborati come video, filmati e foto d’archivio. Il suo interesse per gli archivi poco istituzionalizzati e privati rende i suoi lavori rielaborazioni poetiche di storie immaginarie o fatti reali. In questo modo per Shanta l’archivio diventa una “costellazione di punti ricuciti”, una narrazione intesa come processo di guarigione.